Arrivi alla stazione di Chiusi, hai prenotato l'auto, hai il contratto nella casella di posta e in tasca una patente rilasciata da un altro Paese. Vale in Italia? Dipende, e non dipende dal noleggio: dipende da chi ha rilasciato quella patente e da quali convenzioni internazionali ha firmato.
È una domanda che riceviamo spesso, e la risposta che gira in rete è quasi sempre approssimativa: "serve la patente internazionale" oppure "no, non serve niente". Le due affermazioni sono vere tutte e due, ma per Paesi diversi. Qui trovi la regola precisa, articolo per articolo, con la tabella dei Paesi da cui arriva la maggior parte dei nostri clienti e la lista delle cose da mettere in valigia prima di partire.
La regola in due righe
Il Codice della Strada separa nettamente due situazioni. Se la tua patente è stata rilasciata da uno Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, in Italia vale come una patente italiana e non devi aggiungere nulla. Se è stata rilasciata da uno Stato fuori da quell'area, la regola di base è che serve qualcosa in più: un permesso internazionale di guida oppure una traduzione ufficiale in italiano.
La regola di base ha però una premessa importante, scritta nella prima riga dell'articolo 135: "fermo restando quanto previsto in convenzioni internazionali". Sono proprio quelle convenzioni a spiegare perché un turista britannico oggi guida in Italia con la sola patente e un turista statunitense no.
Patente europea: in Italia vale come quella italiana
L'articolo 136-bis del Codice della Strada è netto: le patenti di guida rilasciate dagli Stati membri dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo sono equiparate alle corrispondenti patenti di guida italiane. Niente permesso internazionale, niente traduzione, niente pratiche.
Lo Spazio economico europeo comprende anche Norvegia, Islanda e Liechtenstein, che non sono nell'Unione. Chi arriva da lì è nella stessa identica posizione di chi arriva da Francia o Germania.
L'unica cosa che cambia, per chi guida con una patente europea, è che si applicano tutte le regole di comportamento del Codice italiano e tutte le sanzioni previste per i titolari di patente italiana. Compresa la decurtazione dei punti, se la patente è stata riconosciuta dall'autorità italiana.
Patente non europea: cosa chiede l'articolo 135
Qui la norma è più articolata. L'articolo 135, comma 1, dice che i titolari di patente rilasciata da uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo possono guidare in Italia i veicoli per cui la patente li abilita, a due condizioni:
che non siano residenti in Italia da oltre un anno;
che, insieme alla patente, abbiano un permesso internazionale oppure una traduzione ufficiale in lingua italiana della patente.
Il comma precisa anche una cosa che si dimentica facilmente: sia la patente sia il permesso internazionale devono essere in corso di validità. Un permesso scaduto non vale più di un permesso mai richiesto.
Attenzione all'ordine delle parole: il permesso internazionale non sostituisce la patente, la accompagna. Da solo non abilita a guidare nulla. Lo dice il Codice e lo ripete la Convenzione di Vienna, che riconosce il permesso internazionale "a condizione che sia presentato insieme alla corrispondente patente di guida nazionale".

Non conta dove vivi, conta lo Stato che ha rilasciato la patente e la convenzione internazionale a cui ha aderito.
I due modelli di permesso internazionale, e perché la durata cambia
Non esiste un solo permesso internazionale. Ne esistono due, nati da due convenzioni diverse, e in Italia sono validi entrambi, come conferma l'Automobile Club d'Italia nella sua scheda dedicata ai turisti stranieri che vogliono guidare in Italia.
Modello Convenzione di Ginevra 1949: validità 1 anno dal rilascio.
Modello Convenzione di Vienna 1968: validità 3 anni dal rilascio.
In entrambi i casi vale un tetto che sovrasta la durata del permesso: il permesso non può mai valere oltre la scadenza della patente nazionale a cui si riferisce. La Convenzione di Vienna lo scrive esattamente così, all'articolo 41: la validità è "non più di tre anni dalla data di rilascio oppure fino alla data di scadenza della patente nazionale, se precedente".
Quindi se la tua patente scade fra otto mesi, il permesso internazionale che ti rilasciano oggi vale otto mesi, non tre anni.
Il permesso lo rilascia il tuo Paese, non l'Italia
È il punto su cui vediamo più confusione, e quello dove si perdono più soldi. Il permesso internazionale lo emette l'autorità che ha rilasciato la patente: lo dice il comma 2 dell'articolo 135 e lo ribadisce l'articolo 41 della Convenzione di Vienna, secondo cui il permesso può essere rilasciato solo dallo Stato in cui il titolare ha la residenza normale e non è valido per circolare in quel territorio.
Tre conseguenze molto pratiche.
Va richiesto prima di partire. Una volta in Italia non c'è nessun ufficio che possa rilasciartelo, perché l'Italia non è lo Stato che ha emesso la tua patente.
Le "patenti internazionali" vendute online non valgono nulla. Se non le rilascia l'autorità del tuo Paese, non rientrano in nessuna convenzione: a un controllo sono carta stampata.
Un italiano non può usarlo in Italia. Il permesso serve all'estero, mai nel Paese che lo ha emesso.

Il permesso internazionale non sostituisce la patente: la accompagna, e non può valere oltre la scadenza della patente stessa.
Paese per Paese: quando basta la patente e quando no
Qui sta la risposta che quasi nessuno scrive per intero, perché bisogna incrociare il Codice italiano con l'elenco degli Stati che hanno aderito alle due convenzioni. L'elenco è pubblico ed è tenuto dalle Nazioni Unite. Questa è la fotografia aggiornata per i Paesi da cui arriva la maggior parte dei nostri clienti.
| Da dove arriva la patente | Convenzione | Cosa serve in Italia |
|---|---|---|
| Paesi UE e SEE (inclusi Norvegia, Islanda, Liechtenstein) | Equiparazione diretta | Solo la patente |
| Regno Unito (ratifica Vienna 1968 il 28 marzo 2018) | Vienna 1968 | Solo la patente, se è la tessera plastificata moderna |
| Svizzera (ratifica l'11 dicembre 1991) | Vienna 1968 | Solo la patente |
| Brasile (ratifica il 29 ottobre 1980) | Vienna 1968 | Solo la patente |
| Stati Uniti (adesione Ginevra il 30 agosto 1950) | Ginevra 1949 | Patente + permesso internazionale o traduzione ufficiale |
| Canada (23 dicembre 1965) | Ginevra 1949 | Patente + permesso internazionale o traduzione ufficiale |
| Giappone (7 agosto 1964) | Ginevra 1949 | Patente + permesso internazionale o traduzione ufficiale |
| Australia (7 dicembre 1954) | Ginevra 1949 | Patente + permesso internazionale o traduzione ufficiale |
| India (9 marzo 1962) | Ginevra 1949 | Patente + permesso internazionale o traduzione ufficiale |
| Cina | Nessuna delle due | Patente + traduzione ufficiale in italiano |
La riga del Regno Unito è quella che sorprende di più, perché molte guide sono rimaste ferme al 2021. Il Regno Unito ha ratificato la Convenzione di Vienna il 28 marzo 2018, quindi la sua patente rientra fra quelle che l'Italia riconosce. Lo conferma anche il governo britannico, che sul proprio sito scrive che per guidare in Italia non serve il permesso internazionale a chi ha la patente in formato tessera, mentre chi ha ancora la vecchia patente cartacea deve procurarsi la tessera oppure il permesso internazionale.
Il caso della Cina è l'altra metà della storia: non essendo parte né della Convenzione di Ginevra né di quella di Vienna, non esiste un permesso internazionale spendibile in Italia. Resta la seconda strada prevista dall'articolo 135, cioè la traduzione ufficiale.
La traduzione ufficiale: l'alternativa prevista dal Codice
Il Codice mette il permesso internazionale e la traduzione ufficiale sullo stesso piano: "un permesso internazionale ovvero una traduzione ufficiale in lingua italiana". Non è un ripiego, è un'alternativa piena.
Per essere ufficiale la traduzione deve essere certificata: nella pratica si ottiene presso la rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese che ha rilasciato la patente, oppure con una traduzione giurata presso un tribunale italiano. Una traduzione fatta in casa, o con un'applicazione, non rientra in questa definizione.
Se arrivi da un Paese che non aderisce a nessuna delle due convenzioni, questa è l'unica strada. Se arrivi da un Paese che aderisce a Ginevra 1949, il permesso internazionale è quasi sempre più rapido ed economico della traduzione.
Quanto costa presentarsi senza il documento giusto
Le cifre sono nel Codice e non sono simboliche.
| Situazione | Sanzione |
|---|---|
| Patente non UE senza permesso internazionale né traduzione (art. 135, comma 8) | da 408 a 1.634 euro |
| Permesso internazionale non conforme alle convenzioni (art. 135, comma 9) | da 80 a 317 euro |
| Patente scaduta di validità (art. 126, comma 11) | da 158 a 638 euro, più il ritiro del documento |
| Guida senza aver conseguito la patente (art. 116, comma 15) | ammenda da 2.257 a 9.032 euro |
| Documenti di circolazione non a bordo (art. 180, comma 7) | da 42 a 173 euro |
L'ultima riga della tabella merita una riga in più. L'articolo 116, comma 15, non è una sanzione amministrativa: è un'ammenda, cioè una sanzione penale di competenza del tribunale, e in caso di recidiva nel biennio è previsto anche l'arresto fino a un anno. Il comma 17 aggiunge il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, che su un'auto a noleggio significa un problema serio anche per chi te l'ha noleggiata.
Se vivi in Italia, la patente estera ha una data di scadenza
Questa parte riguarda chi non è turista. L'articolo 135 consente di guidare con la patente non europea finché non si è residenti in Italia da oltre un anno. Superato quell'anno, la patente estera non è più utilizzabile per guidare in Italia, anche se sul documento c'è scritto che scade nel 2032.
A quel punto l'unica strada è la conversione, disciplinata dall'articolo 136: è possibile ottenere la patente italiana senza sostenere l'esame solo se esiste un'intesa bilaterale fra l'Italia e lo Stato che ha rilasciato la patente, a condizioni di reciprocità. Se l'intesa non c'è, si rifà l'esame.
Chi continua a guidare con la patente estera dopo quell'anno ricade nelle sanzioni dell'articolo 116, commi 15 e 17: ammenda e fermo del veicolo.
Per le patenti europee il meccanismo è diverso e molto più morbido: resta valida, si può chiedere il riconoscimento o la conversione, e solo per le patenti senza scadenza amministrativa scatta un obbligo di conversione trascorsi due anni dall'acquisizione della residenza normale.
Età e categorie: cosa uno Stato può rifiutare di riconoscere
La Convenzione di Vienna lascia a ogni Paese due facoltà che vale la pena conoscere prima di prenotare. Il primo: uno Stato può rifiutare di riconoscere la validità di una patente il cui titolare ha meno di diciotto anni. Il secondo: può rifiutarla, per i veicoli delle categorie C, D, CE e DE, se il titolare ha meno di ventuno anni.
Tradotto per chi noleggia: se nel tuo Paese si guida a sedici o diciassette anni, quella patente in Italia non ti porta da nessuna parte. Per l'auto normale, categoria B, la soglia dei diciotto anni è quella che conta.
Sulle condizioni commerciali, invece, decide chi noleggia. Da noi l'età minima parte da diciotto anni e non chiediamo la carta di credito, due cose che nei circuiti internazionali spesso non trovi. Su alcune categorie di veicolo possono valere condizioni diverse: la cosa più rapida è chiedercelo prima di prenotare, come spieghiamo nella nostra guida su documenti, età minima e requisiti e in quella sul noleggio senza carta di credito.
Cosa devi avere in auto, oltre alla patente
L'articolo 180 elenca i documenti che il conducente deve avere con sé: la carta di circolazione, la patente valida per la categoria del veicolo e il certificato di assicurazione obbligatoria.
Sulle auto a noleggio c'è una particolarità scritta nello stesso articolo, al comma 4: per i veicoli adibiti a locazione senza conducente la carta di circolazione può essere sostituita da una fotocopia autenticata dal proprietario con la sua sottoscrizione. Ecco perché nel portadocumenti di un'auto a noleggio trovi una copia e non l'originale: non è una dimenticanza, è la norma.
Prima di partire vale comunque la pena fare il giro dell'auto e controllare che quella cartellina ci sia davvero, insieme al resto. Lo abbiamo raccontato in dettaglio nella guida su cosa controllare prima di ritirare un'auto a noleggio.
La checklist da spuntare prima di partire
Guarda chi ha rilasciato la tua patente, non dove vivi adesso. Conta lo Stato emittente.
Controlla la scadenza della patente: se scade durante il viaggio, nessun permesso internazionale la tiene in vita.
Se arrivi da fuori UE e SEE, procurati il permesso internazionale o la traduzione ufficiale prima di partire.
Porta sempre la patente originale: il permesso internazionale da solo non basta mai.
Porta un documento di identità valido, perché serve per l'intestazione del contratto.
Metti nel contratto il secondo conducente, se guiderete in due: deve avere i suoi documenti in regola esattamente come te.
Noleggiare da Revirent24 con una patente estera
Siamo un autonoleggio locale fra Toscana e Umbria, con le sedi di Montepulciano, Chiusi stazione FS e Città della Pieve, e la stazione di Chiusi è il punto di arrivo naturale di chi scende dal treno ad alta velocità e vuole muoversi in Val d'Orcia o sul Trasimeno. Significa che le patenti estere da noi passano tutti i giorni, e che al banco la domanda sul permesso internazionale la sentiamo spesso.
Tre cose che conviene sapere.
Puoi riconsegnare l'auto in una qualsiasi delle nostre sedi, non per forza dove l'hai ritirata.
Il supporto telefonico risponde tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:00, e il ritiro fuori orario si organizza su appuntamento.
Parli con una persona, non con un centralino: se il tuo caso è particolare, lo chiariamo prima che tu prenoti e non davanti al bancone.
Se vuoi vedere cosa c'è disponibile puoi partire dalla flotta veicoli, controllare le nostre sedi oppure scriverci dalla pagina contatti. Se arrivi in aereo, la guida su come arrivare dagli aeroporti a Chiusi e Città della Pieve ti fa risparmiare un paio di cambi.
Tre errori che vediamo spesso
Pensare che il permesso internazionale sia una patente. Non lo è. È un documento che traduce la tua patente in un formato standard e che vale solo se viaggia insieme all'originale.
Comprarlo online da un sito che non c'entra nulla con il proprio Paese. Il Codice e la Convenzione dicono la stessa cosa: lo rilascia l'autorità che ha emesso la patente. Tutto il resto è un documento senza valore pagato a prezzo pieno.
Dare per scontate le regole della strada. Chi guida con patente estera è tenuto a rispettare tutte le norme del Codice italiano, e si prende le stesse sanzioni di un automobilista italiano. Vale per i limiti, vale per le ZTL, vale per i pedaggi autostradali e vale per le multe prese con l'auto a noleggio, che arrivano anche a chi è già tornato a casa. In inverno, poi, ci sono gli obblighi su gomme invernali e catene che molti stranieri scoprono solo al primo cartello.
Le fonti di questa guida sono il testo vigente del Codice della Strada su Normattiva (articoli 116, 126, 135, 136, 136-bis e 180), il testo della Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale dell'8 novembre 1968, ratificata dall'Italia con la legge 5 luglio 1995 n. 308, gli elenchi degli Stati aderenti alle convenzioni di Ginevra 1949 e Vienna 1968 pubblicati dalle Nazioni Unite e la scheda dell'Automobile Club d'Italia sui permessi internazionali per i turisti stranieri. Se il tuo caso è particolare, per esempio una patente rilasciata da uno Stato che non compare nella tabella, conviene verificarlo con la rappresentanza diplomatica italiana nel tuo Paese, oppure chiedercelo prima di prenotare: rispondere a queste domande fa parte del lavoro.
Prenota con la patente che hai, senza sorprese al banco
Scrivici o chiamaci: ti diciamo in due minuti se la tua patente basta così com'è o se devi portare qualcosa in più, e prepariamo il contratto prima che tu arrivi. Siamo a Montepulciano, Chiusi stazione FS e Città della Pieve, rispondiamo tutti i giorni dalle 8:30 alle 19:00 al +39 378 303 5305 e all'indirizzo info@revirent24.it.


